Il padiglione della barca di Ercolano

Il 3 agosto del 1982, durante lo scavo dell’antica marina della città di Herculaneum, l’archeologo Giuseppe Maggi riportò alla luce una imbarcazione di legno carbonizzato che si trovava, capovolta, a pochi metri dalle Terme Suburbane che affacciavano sulla spiaggia.

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Padiglione della barca – Parco archeologico di Ercolano

Vicino alla chiglia della barca si recuperarono i resti di un soldato, alto circa 1 metro e 80, che aveva un cinturone da cui pendevano un pugliale ed un gladio. Il militare portava sulle spalle una borsa in cui vi erano scalpelli ed un martello. E’ probabile che fosse da poco sceso da quella imbarcazione. forse una lancia o scialuppa di salvataggio, arrivata per soccorrere i numerosi ercolanesi che si erano riversati lungo la spiaggia e si erano messi al riparo nei fornici che sorreggevano la soprastante area sacra.

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Antica spiaggia di Ercolano 

Lunga più di 9 metri, larga 2,20 metri ed alta quasi un metro, la barca era stata costruita con differenti essenze lignee. L’ossatura era composta da legno di faggio, che si curva con il vapore e si adatta per realizzare resistenti ordinate, il fasciame era invece costituito da legno di pino, quercia ed ontano mentre le cime parabordo erano in abete bianco. Le varie parti della barca erano tenute insieme con chiodi di rame a testa bombata e l’intera struttura era rivestita di tavole di legno. La poppa della barca, in ottime condizioni, presentava ancora la forcella di appoggio per il timone che vi era fissato grazie ad una corda, anch’essa in esposizione nel padiglione. La corda è avviluppata in un nodo detto la “gassa d’amanti”, un tipico nodo utilizzato ancora al giorno d’oggi dai marinai. Vicino alla corda fu ritrovato anche un telone di cuoio con punti di cucitura ancora visibili. Esso serviva forse per proteggere la barca o i suoi componenti. La prua della barca si è eccezionalmente conservata intatta e presenta addirittura i resti della colorazione rossa che la distingueva. Grazie al ritrovamento di tre scalmi per lato si è compreso che nella barca trovavano posto tre rematori, ognuno con una coppia di remi, ed un timoniere.

La barca di legno è stata in parte recuperata ed esposta nel cosiddetto “padiglione della barca” in prossimità dell’entrata alla zona archeologica. In quest’area espositiva trovano posto anche molti reperti, attinenti alle attività marinare, che sono stati recuperati da vari edifici della città e dalle terme suburbane che erano state evidentemente trasformate in deposito poco prima dell’eruzione del Vesuvio. Accanto ad alcuni remi ben conservati, sono esposti un’ancora con i resti dei molluschi ancora attaccati ad essa ed alcune anfore. Un argano ad assi verticali in legno, del tipo cosiddetto Cabestano, che serviva per tirare in secca le barche, è situato accanto alla prua di legno chiaro dipinto di rosso. In una teca di vetro sono esposti invece vari oggetti come galleggianti, uncini per la pesca, forcine per rammendare le reti, pesi di piombo, ami di bronzo e addirittura un cesto di vimini con i resti di un rotolo di lenza. Nella teca vi è anche una conchiglia bianca tipo Charonia tritonis, detta comunemente tritone, che presenta la punta mozzata per ricavarne una specie di tromba che veniva utilizzata per avvertire della presenza della barca in vicinanza di porti o di altre imbarcazioni.

Il padiglione della barca è attualmente visibile solo nei fine settimana, dal giovedì alla domenica. Per una visita guidata, abbinata anche ad una passeggiata all’interno dell’area archeologica, si prega di contattare la sottoscritta al seguente indirizzo mail: belsannino@gmail.com oppure chiamando il numero 3393982433

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Informazioni su Dr Maria Sannino

Sono una Guida Turistica Abilitata presso la Regione Campania nelle seguenti lingue: Giapponese, Inglese, Italiano, Spagnolo. Conduco visite guidate nell'intera regione Campania ed insieme possiamo visitare i luoghi più famosi ma anche quelli più reconditi, e andare alla scoperta di una regione che non smette mai di meravigliare chiunque la visiti. Mi piace in modo particolare l'archeologia ma mi appassionano anche l'arte, sacra o profana, le tradizioni, le bellezze naturalistiche e naturalmente tutte le belle storie e leggende di questa splendida terra, nonché i suoi mille misteri.
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